Come Scegliere un Umidificatore

L’umidificatore più diffuso è questo, che funziona semplicemente facendo bollire l’acqua e creando vapore che poi viene immesso nell’ambiente. Risulta essere il più comune perché si basa sul semplice assunto che basta fare bollire l’acqua per creare vapore, oltretutto sterile.

Tra gli elettrodomestici meno costosi, è però uno dei più utili nel periodo invernale, quando il riscaldamento acceso per buona parte del giorno e un insufficiente ricambio d’aria rendono l’aria ambiente secca e irrespirabile, particolarmente nociva per bambini e anziani, con conseguente peggioramento di patologie respiratorie quali asma, allergia, raffreddore comune.

Buona parte degli umidificatori presenti sul mercato ad acqua o a vapore dovrebbero avere di serie
-Tanica per contenere l’acqua
-Spia segnalazione tanica acqua vuota
-Vaporizzatore
-Regolatore di emissione di vapore
-Spegnimento automatico

Alcuni più complessi hanno anche
-Vaschetta porta essenze
-Ionizzatore o filtro a carbone attivo
-Termostato ambiente e igrometro

Nel complesso, è importante sì che l’umidificatore faccia il suo lavoro, ovvero umidifichi l’aria attraverso il vapore, ma è anche importante poter regolare la quantità di vapore emessa, in considerazione dell’ambiente o degli ambienti in cui viene usato. Nella camera dei bambini, per esempio, non sarà necessaria una grandissima quantità di vapore, ma piuttosto sarà utile averlo in modo costante per tutta la notte o il giorno, quindi la possibilità di regolare il flusso di vapore sarà importante.

In alcuni modelli è anche possibile purificare l’aria che viene immessa umidificata nell’ambiente, ionizzandola (per mezzo di elettrodi immersi posti nella camera di vaporizzazione) o facendola passare attraverso un filtro a carbone attivo.

Risulta essere importante ricordare che questo tipo di umidificatore è l’unico “sicuro” al 100%, perché la temperatura del vapore – 100°C – distrugge eventuali batteri presenti nell’acqua (la Legionella, per esempio, che è un batterio che può annidarsi ove vi sia acqua stagnante), ma è anche utile pensare alla purificazione perché comunque in inverno le nostre case sono piene di virus e di batteri a causa dell’insufficiente ricambio d’aria, e non avrebbe senso reimmettere nell’aria del vapore “viziato”. Attenzione però a dove viene posto: trattandosi di un elettrodomestico in cui viene bollita dell’acqua, ci sarà un rischio più o meno grande di bruciarsi, a differenza di quanto avviene con l’umidificatore a ultrasuoni, come spiegato in questa guida su Umidificatoreok.com.

Il problema principale di questo tipo di umidificatore è il calcare: l’uso di acqua di rubinetto, infatti, che viene riscaldata fino all’ebollizione per formare vapore, è indisgiungibile dalla formazione di calcare: questo, oltre a far lavorare peggio l’apparecchio, lo fa anche diventare molto più rumoroso, cosa poco gradita per un elettrodomestico che dovrebbe accompagnarci nel sonno. Ma in quasi tutti i modelli più recenti, di fascia media, medio-alta e alta, nonché in qualche umidificatore di fascia bassa, è possibile trovare un sistema di eliminazione del calcare assai efficace (come del resto è già presente in quasi tutti i ferri da stiro).

Altro elemento interessante è la vaschetta porta essenze, che permette una delicata profumazione in contemporanea all’umidificazione dell’ambiente. Ponendo essenze come eucalipto (non per bambini sotto i 6 anni), pino, mirto nella vaschetta sarà anche possibile ottenere un’efficace azione antivirale e disinfettante, oltre che profumante.

In alcuni modelli di fascia alta sono anche presenti termometro e igrometro, con funzione di spegnimento del dispositivo una volta raggiunta temperatura/umidità ideali. Ricordiamo che la temperatura ideale varia secondo l’ambiente della casa, ma che l’umidità dovrebbe essere sempre intorno al 50%.

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